Prendere a calcioni la giustizia
Un ex allenatore di calcio, poi finito nella rete delle truffe sportive, chiacchiera nella sua auto con un amico e racconta di aver sentito un pettegolezzo su tre grandi campioni sportivi, che sarebbero appassionati in modo quasi ossessivo dalle scommesse. Ora quella conversazione privata, priva di ogni connessione con i reati di cui è accusato l’allenatore, e priva nel merito di ogni riscontro oggettivo, è finita sulle prime pagine dei giornali, con enorme evidenza, dovuta alla vastissima popolarità dei giocatori tirati in ballo.

Un ex allenatore di calcio, poi finito nella rete delle truffe sportive, chiacchiera nella sua auto con un amico e racconta di aver sentito un pettegolezzo su tre grandi campioni sportivi, che sarebbero appassionati in modo quasi ossessivo dalle scommesse. Ora quella conversazione privata, priva di ogni connessione con i reati di cui è accusato l’allenatore, e priva nel merito di ogni riscontro oggettivo, è finita sulle prime pagine dei giornali, con enorme evidenza, dovuta alla vastissima popolarità dei giocatori tirati in ballo. In nessun paese del mondo democratico sarebbe stato possibile diffondere intercettazioni di questo genere, e tanto meno pubblicarle. L’uso improprio, o meglio l’inaccettabile abuso, delle intercettazioni e della loro diffusione è una specialità tutta italiana, e certo non c’è da andarne fieri. Basta che qualcuno, indagato per reati che non c’entrano niente, racconti frottole su qualcun altro, e, se l’interessato è un soggetto che interessa l’opinione pubblica, quelle frottole diventano il titolo di prima pagina di quotidiani a larga diffusione o le notizie di apertura di telegiornali. La dignità delle persone, il loro diritto alla riservatezza e quello, ancora più elementare, di non essere impunemente diffamate e ingiustamente collegate a crimini cui sono estranee deve cedere di fronte a una macchina mediatico-giudiziaria che schiaccia gli innocenti senza farsi il minimo problema.
Quando questa questione fu posta in relazione a importanti uomini politici, a cominciare dal premier, le opposizioni risposero che non si poteva intervenire con una legislazione di garanzia, per evidenti interessi di parte. Ora il tritatutto colpisce assi del calcio che con la politica non c’entrano, e spiacerebbe sapere perchè non è mai il momento di mettere fine a una vergognosa prassi ingiusta e offensiva.